
Diciotto.

Dalla solidariet nazionale.
alla crisi del sistema politico.


202. Le trame della loggia P2.

Da: Relazione della commissione parlamentare d'inchiesta sulla
loggia massonica P2, in Atti parlamentari, Camera dei deputati-
senato della repubblica, nono legislatura., doc. ventitreesimo,
n. 2.

La storia italiana degli ultimi decenni del Novecento  stata
caratterizzata dalla presenza di protagonisti occulti, operanti
nei pi diversi modi, per lo pi illegali e spesso criminali, per
condizionare in senso antidemocratico la vita politica e le
istituzioni nazionali. Schematizzando per semplificare un discorso
che, data la natura dell'argomento,  assai complesso, si possono
distinguere due categorie di protagonisti occulti: una interna
allo stato, l'altra esterna. Alla prima categoria appartengono i
cosiddetti organi deviati dello stato, come i servizi segreti,
che, preposti alla sicurezza dello stato, hanno usato il loro
potere per fini diversi da quelli istituzionali, rendendosi
addirittura complici di vere proprie iniziative eversive. Accanto,
e talvolta anche con la complicit degli organi deviati dello
stato, hanno operato strutture eversive esterne, formatesi con
l'intento di organizzare manovre destabilizzatrici della
democrazia, quali colpi di stato o attentati terroristici. Una di
queste strutture era la loggia massonica segreta Propaganda 2,
nota come P2. Guidata da Licio Gelli, ex fascista aderente alla
repubblica di Sal e successivamente in rapporto con i servizi
segreti americani, la P2 aveva elaborato un vero e proprio
progetto per la realizzazione di un regime autoritario e, a tale
scopo, aveva ottenuto l'adesione di personaggi influenti del mondo
politico, economico e dell'informazione, nell'esercito e nei
servizi segreti. Nel 1981, nella villa di Licio Gelli in provincia
di Arezzo, vennero rinvenuti importanti documenti relativi alla
P2, fra cui i nomi di 962 iscritti, fra i quali figuravano
numerosi ufficiali superiori, i vertici dei servizi segreti, tre
ministri in carica e due ex, 38 deputati e vari funzionari,
esponenti di spicco del mondo economico e dell'informazione. Per
indagare su questa inquietante vicenda il parlamento istitu nello
stesso 1981 una commissione d'inchiesta, che, presieduta da Tina
Anselmi, present la sua relazione nel 1984. Di tale documento
riportiamo qui alcuni passi tratti dalle conclusioni finali.
La trattazione che abbiamo condotto [...] ci consente di procedere
alla formulazione di alcune considerazioni di ordine conclusivo,
specifiche sul problema della loggia P2 e del suo inserimento
nella vita del paese. L'esame di queste situazioni ci consente in
primo luogo di ribadire con fermezza il rilievo assoluto che la
loggia P2 ha rivestito nelle vicende della vita nazionale,
intrecciandosi ad essa secondo trame che, se non completamente
conosciute, non  possibile ignorare o ridurre con interpretazioni
di basso profilo. [...].
L'esame degli avvenimenti ed i collegamenti che tra essi 
possibile instaurare sulla scorta delle conoscenze in nostro
possesso, portano infatti a due conclusioni che la commissione
ritiene di poter sottoporre all'esame del parlamento.
La prima  in ordine all'ampiezza ed alla gravit del fenomeno che
coinvolge, ad ogni livello di responsabilit, gli aspetti pi
qualificanti della vita nazionale. Abbiamo infatti riscontrato che
la loggia P2 entra come elemento di peso decisivo in vicende
finanziarie, quella Sindona [Michele Sindona, finanziere italiano
che, grazie a torbidi affari e importanti appoggi politici,
realizz un potente impero finanziario. Condannato negli Stati
Uniti nel 1980 per bancarotta della Franklin National Bank, venne
processato anche in Italia per il fallimento della Banca privata
italiana e per l'omicidio del suo liquidatore, l'avvocato Giorgio
Ambrosoli. Condannato all'ergastolo nel marzo del 1986, pochi
giorni dopo la condanna si suicid con il veleno nel carcere
superprotetto di Voghera] e quella Calvi [Roberto Calvi, altro
finanziere coinvolto in torbidi affari e in reati finanziari,
morto in circostanze misteriose a Londra nel 1982], che hanno
interessato il mondo economico italiano in modo determinante.
[...] In entrambe queste vicende la loggia P2 si  posta come
luogo privilegiato di incontro e centro di intersecazione di una
serie di relazioni, di protezioni e di omert che ne hanno
consentito lo sviluppo secondo gli aspetti patologici che alla
fine non  stato pi possibile contenere. In questo contesto
finanziario la loggia P2 ha altres acquisito il controllo del
maggior gruppo editoriale italiano mettendo in atto, nel settore
di primaria importanza della stampa quotidiana, una operazione di
concentrazione di testate non confrontabile ad altre analoghe
situazioni pur riconducibili a preminenti centri di potere
economico. Queste operazioni infine, come abbiamo visto, si sono
accompagnante ad una ragionata e massiccia infiltrazione nei
centri decisionali di maggior rilievo sia civile che militare e ad
una costante pressione sulle forze politiche. Da ultimo, non certo
per importanza, va infine ricordato che la loggia P2  entrata in
contatto con ambienti protagonisti di vicende che hanno segnato in
modo tragico momenti determinanti della storia del paese.
La seconda conclusione alla quale siamo pervenuti  che in questa
vasta e complessa operazione pu essere riconosciuto un disegno
generale di innegabile valore politico; un disegno cio che non
solo ha in se stesso intrinsecamente valore politico, ed
altrimenti non potrebbe essere per il livello al quale si pone, ma
risponde nella sua genesi come nelle sue finalit ultime a criteri
obiettivamente politici.
Le due conclusioni alle quali siamo pervenuti ci pongono pertanto
di fronte ad un ultimo concludente interrogativo:  ragionevole
chiedersi se non esista sproporzione tra l'operazione complessiva
ed il personaggio che di essa appare interprete principale. [...].
Quando si voglia ricorrere ad una metafora per rappresentare
questa situazione possiamo pensare ad una piramide il cui vertice
 costituito da Licio Gelli; quando per si voglia a questa
piramide dare un significato  giocoforza ammettere l'esistenza
sopra di essa, per restare nella metafora, di un'altra piramide
che, rovesciata, vede il suo vertice inferiore appunto nella
figura di Licio Gelli. Questi  infatti il punto di collegamento
tra le forze e i gruppi che nella piramide superiore identificano
le finalit ultime, e quella inferiore, dove esse trovano pratica
attuazione, ed attraverso le quali viene orientata, dando ad essa
di volta in volta un segno determinato,  la neutralit dello
strumento.
Quali forze si agitino nella struttura a noi ignota questo non ci
 dato conoscere, sia pure in termini sommari, al di l
dell'identificazione del rapporto che lega Licio Gelli ai servizi
segreti; ma, riportandoci a quanto detto in proposito, certo  che
la loggia P2 ci esorta ad una visione della realt nella sua
variegata e spesso inafferrabile consistenza. Ne viene anche un
invito ad interpretazioni non ristrette ad angusti orizzonti
domestici, ma che sappiano realisticamente guardare ai problemi
della nostra epoca, ed al ruolo che in essa il nostro paese viene
a ricoprire. [...].
La prima, imprescindibile difesa contro questo progetto politico,
metastasi delle istituzioni, negatore di ogni civile progresso,
sta appunto nel prendere dolorosamente atto, nell'avvenire, senza
ipocriti infingimenti, dell'insidia che esso rappresenta per noi
tutti - riconoscendola come tale al di l di presuntuose
polemiche, che la gravit del fenomeno non consente - perch esso
colpisce con indiscriminata, perversa efficacia non parti del
sistema, ma il sistema stesso nella sua pi intima ragione di
esistere: la sovranit dei cittadini, ultima e definitiva sede del
potere che governa la Repubblica.
